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Parrocchia Santa Maria degli Angeli

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29 NOVEMBRE 2020 - I DOMENICA DI AVVENTO (B)

Commento a cura di Padre Gian Franco Scarpitta

Quest'anno siamo tutti in aspettativa per il fenomeno della pandemia da coronavirus che ha destabilizzato intere nazioni, famiglie e singoli individui e viviamo nella speranza che questa parentesi storica, di cui si farà senz'altro memoria nel tempo, abbia un epilogo di pacificazione e di sostenibilità. Si spera da parte di noi credenti che codesta esperienza possa apportare in ciascuno un rinnovamento, un cambiamento di posizione e di punti di vista all'insegna dell'umiltà che garantisce l'accrescimento della fede che incentiva la speranza, sfociando queste virtù entrambe nella carità operosa. La pandemia, con i suoi bollettini di vittime, ricoveri e contagi e con i conseguenti squilibri sul fronte della società e dell'economia, non può trovare terreno arido nell'animo umano, ma deve costituire un monito al cambiamento consapevole di noi stessa in vista del rinnovamento del mondo, che ci conduca a non considerare nelle sole risorse umane il fondamento del successo e dello sviluppo della vita globale: nulla è possibile senza l'intervento divino nella storia, nulla è possibile a noi se escludiamo Dio dalla nostra vita e tutto diventa illusorio quando estromettiamo i moniti del Signore dall'impostazione dei nostri criteri di convivenza...................Continua a leggere

AUDIO DEL VANGELO DELLA DOMENICA
Mc 13,33-37: Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà.
29 NOVEMBRE 2020 - I DOMENICA DI AVVENTO (B)
Is 63,16-17.19; 64,2-7 Sal 79 1Cor 1,3-9 Mc 13,33-37: Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà.

Il commento è di Paolo Curtaz
LAUDATO SI', L'ENCICLICA DEL PAPA SULL'AMBIENTE
««Laudato si’...»: così nacque la più bella poesia del mondo

«Altissimu, onnipotente, bon Signore, Tue so’ le laude, la gloria, l’honore et onne benedictione, ad Te solo, Altissimo, se konfàno et nullu hono ène dignu Te mentovare».
Il Cantico delle Creatureè una delle più belle composizioni poetiche di tutto il mondo e di ogni tempo.
Era il 1224, e Francesco giaceva ammalato su un lettuccio del suo San Damiano, la chiesetta diroccata dove una ventina di anni prima aveva ricevuto dal Cristo crocifisso il messaggio che aveva cambiato la sua vita e dove erano adesso insediate Chiara e le sue sorelle.
Papa Francesco ha voluto dedicare a quella lode infinita a Dio creatore e al creato la sua nuova enciclica Laudato Si’, che è stata pubblicata il 18 giugno, per ricordarci che l’uomo – proprio secondo la lettera e lo spirito del Genesi – non è il padrone dell’universo (Uno solo è il Padrone) ma che ne è il guardiano, il Custode; e che alla fine dei tempi, come ciascuno di noi dovrà riconsegnare a Dio la sua anima concessagli immacolata e da lui più volte sporcata e strappata, ricucita e ripulita, l’umanità dovrà riconsegnarGli il creato.
Che è stato concesso all’uomo per goderlo in tutta la sua bellezza e nella varietà infinita delle sue luci, dei suoi profumi e dei suoi sapori; ma che non gli è stato dato come un osceno balocco da violare e da prostituire, come un’immonda merce da vendere e comprare, e su cui speculare. Il creato che appartiene a tutti gli esseri umani, e soprattutto agli Ultimi della Terra.

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