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Parrocchia Santa Maria degli Angeli

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7 MARZO 2021 - III DOMENICA DI QUARESIMA (B)

Commento a cura di Padre Gian Franco Scarpitta

Liberato dalla schiavitù dell'Egitto il popolo d'Israele ha guadagnato la fine delle restrizioni e dei condizionamenti e assapora l'emancipazione e la libertà definitiva, per la quale dovrebbe restare sempre grato al Signore. Se Dio lo ha liberato dalle oppressioni a cui gli Egiziani lo costringevano, lo ha fatto in forza del suo amore e dell'alleanza che da sempre voleva instaurare con Israele e adesso sia aspetta che in questo tenore di libertà e di reciproca intesa il popolo eletto voglia permanere. "Dio ci ha liberati perché restassimo liberi" affermerà poi Paolo (Gal 5, 1) purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo le passioni e i vizi, ma piuttosto perché essa diventi uno strumento di mutua relazione con il Signore. E per questo motivo anche i Comandamenti divini, che Dio consegna al popolo d'Israele mentre procede nel suo viaggio nel deserto, vanno accolti e interpretati come espressione di libertà perenne e come garanzia di superamento definitivo della schiavitù. Gli Israeliti dovranno accoglierli non già come elementi di coercizione e di oppressione da parte di un Dio imponente e impietoso che li voglia opprimere con un nuovo giogo paurosa sottomissione, ma come strumenti necessari per una continua relazione dialogica fra Dio stesso e l'uomo, dai quali il popolo possa trarre beneficio e vantaggio......................Continua a leggere

AUDIO DEL VANGELO DELLA DOMENICA
Gv 2,13-25: Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere
7 MARZO 2021 - III DOMENICA DI QUARESIMA (B)
Es 20,1-17 Sal 18 1Cor 1,22-25 Gv 2,13-25: Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere

Il commento è di Paolo Curtaz
LAUDATO SI', L'ENCICLICA DEL PAPA SULL'AMBIENTE
««Laudato si’...»: così nacque la più bella poesia del mondo

«Altissimu, onnipotente, bon Signore, Tue so’ le laude, la gloria, l’honore et onne benedictione, ad Te solo, Altissimo, se konfàno et nullu hono ène dignu Te mentovare».
Il Cantico delle Creatureè una delle più belle composizioni poetiche di tutto il mondo e di ogni tempo.
Era il 1224, e Francesco giaceva ammalato su un lettuccio del suo San Damiano, la chiesetta diroccata dove una ventina di anni prima aveva ricevuto dal Cristo crocifisso il messaggio che aveva cambiato la sua vita e dove erano adesso insediate Chiara e le sue sorelle.
Papa Francesco ha voluto dedicare a quella lode infinita a Dio creatore e al creato la sua nuova enciclica Laudato Si’, che è stata pubblicata il 18 giugno, per ricordarci che l’uomo – proprio secondo la lettera e lo spirito del Genesi – non è il padrone dell’universo (Uno solo è il Padrone) ma che ne è il guardiano, il Custode; e che alla fine dei tempi, come ciascuno di noi dovrà riconsegnare a Dio la sua anima concessagli immacolata e da lui più volte sporcata e strappata, ricucita e ripulita, l’umanità dovrà riconsegnarGli il creato.
Che è stato concesso all’uomo per goderlo in tutta la sua bellezza e nella varietà infinita delle sue luci, dei suoi profumi e dei suoi sapori; ma che non gli è stato dato come un osceno balocco da violare e da prostituire, come un’immonda merce da vendere e comprare, e su cui speculare. Il creato che appartiene a tutti gli esseri umani, e soprattutto agli Ultimi della Terra.

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